Gli ultimi libri di Cinzia
È il 1° gennaio del 1900, la neve attutisce i rumori e copre di bianco le strade di Padova, illuminandola di una luce irreale. Ma l’incanto del paesaggio svanisce quando si scopre che il manto nevoso ha cancellato le tracce del piccolo Simone Costantini, scomparso quella stessa mattina. Gli ultimi ad averlo visto sono Giada Mantovani e il suo amico Riccardo... solo che non possono farne parola con nessuno. Giada è una tredicenne volubile e vivacissima, animata da una grande passione per le piante carnivore, che lei stessa cura in una piccola serra donatale dal padre - direttore dell’Orto Botanico cittadino. Proprio qui è avvenuto l’incontro misterioso tra Simone, Giada e Riccardo che segnerà per sempre le loro vite, costringendoli a separarsi.
Dieci anni dopo, però, il destino farà ritrovare Giada e Riccardo, che in breve approderanno al matrimonio e alla decisione di trasferirsi in Messico. È in questa terra dai colori abbaglianti e dai profumi intensissimi che, durante gli anni della rivoluzione, incontreranno Chris, un archeologo tanto intraprendente quanto privo di scrupoli, presto legato a Giada da un'inconfessabile attrazione, e ...
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Sada Abe è distesa sul letto, sola, tra le mani l’ultimo ricordo del solo uomo che abbia amato. All’improvviso il silenzio che avvolge la stanza d’albergo in cui si è rifugiata si rompe in mille pezzi, un forte vociare e pesanti colpi contro la porta di legno: sono arrivati. Sono venuti ad arrestarla, a sbatterla in prigione, forse per sempre, per l’atroce crimine che ha commesso. Ma a lei non importa, scavando nel proprio cuore riesce a trovare solo indifferenza per il destino che la attende. L’arresto, la pena di morte non contano nulla, ora che lui non c’è più.
Si erano conosciuti pochi mesi prima, e fin dal primo istante si erano persi l’uno nell’altra. Avevano scoperto il sesso, il piacere, quello che toglie il respiro e strema le forze, si erano abbandonati l’uno nel desiderio dell’altra, dimentichi del mondo e delle proprie vite. Per Sada, però, quelle poche ore non erano abbastanza.
Cinzia Tani racconta la storia di Sada Abe, personaggio controverso sul quale il regista Nagisa Oshima girò, a metà degli anni Settanta, un film che suscitò scalpore e ...
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Affrontare apertamente il comportamento criminale femminile ha sempre rappresentato una sfida in una società che spesso tende a relegare la donna nel ruolo tradizionale di custode del focolare domestico. Una sfida che Cinzia Tani raccoglie in Io sono un’assassina, sostituendo i tanto celebrati miti dell’amore e della cura, della mitezza e della dedizione con moti dell’animo più odiosi, ma forse più veri: rabbia, invidia, vendetta, avidità, passione, perversione erotica... E ci narra ventuno storie di giovani assassine, dipanate in due secoli e in otto nazioni diverse: dal delitto di Road Hill del 1860, in cui Costance Kent uccise il fratellastro di appena quattro anni, alla parricida Violette Nozière, cantata dal movimento surrealista francese come icona del ribellismo, alla ventenne Irma Grese, «la Belva di Belsen», sadica torturatrice in un campo di concentramento nazista, alla nostrana Pupetta Maresca, assassina per vendicare l’amato sposo, alla diciannovenne Florence Rey, una «terrorista per caso», autrice, insieme al fidanzato, di una sanguinosa mattanza per le strade di Parigi nel 1994, fino al delitto passionale di Anna Maria Sacco, che ha ucciso a Dublino il marito ...
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